Rainy Days (prima parte)

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Esorcizzare la pioggia, caratteristica meteorologica che accompagna puntualmente l’inverno avellinese, è stata un’operazione di successo. Il freddo c’è stato, ma nessun rovescio, il che ha reso agevole gli spostamenti da un locale all’altro, inseguendo note musicali… stiamo parlando del Rainy Days, primo evento club to club che coinvolge, a rotazione, tre locali per tre serate con sei nomi della musica italiana. Il 5 dicembre abbiamo ascoltato La Maison al Why Not e subito dopo i Primati al TILT – tattoo bar eventsIl 6 dicembre Dino Fumaretto/Elia Billoni al Godot Art Bistrot e Emma Tricca al Why Not. Il 7 dicembre è stata la volta di K-Conjog al Tilt! e di EDDA al Godot Art Bistrot.

La rassegna è stata organizzata da Koiné Art Lab, che ogni anno ci regala il Mas Fest (vedi qui  qui e qui) e la direzione artistica è di Lello Pulzone che la scorsa estate ha curato La Bella Estate (vedi qui, qui e qui). Patrocinio del Comune, con l’entusiasmo dell’assessorato alla cultura, e noi onorati di aver partecipato come media partner.

La MaisonLa prima tappa del primo giorno è il Ynot. La Maison è un gruppo toscano che nasce dall’evoluzione di ciò che nel 2010 univa i fratelli Brondi ai loro amici Andrea Filippi e Dario Brandini, i quali condividevano un appartamento in un quartiere popolare di Livorno. Sono bastate poche ore di prove e i ragazzi hanno deciso di partire per l’estero, alla volta di Londra, col nome dei Brondibros and the Outside rockers, “una banda da caravan di sonorità circensi e melanconiche, un’attitudine prettamente punk”. A tutto ciò presto si unisce la folkloristica scena dell’arte di strada londinese: il busking dà ai quattro quel poco che gli basta per sopravvivere nella città del Big Ben. Una domenica pomeriggio, in una gremita Bricklane, i quattro gipsies catturano l’attenzione di Jim Dakota, busker americano, che invita il gruppo a suonare in uno dei luoghi più teatrali e bohemien di Londra: il Jamboree, locale ma anche etichetta che decide, poi, di produrre loro una piccola demo di tre pezzi. Dopo aver girato a lungo il gruppo decide di tornare in patria e di accogliere la presenza di Anita e del suo violoncello. Si riparte, stavolta per Barcellona, col nome di Les Banquistes. Al loro ritorno sarà fondamentale l’incontro con Andrea Appino (Zen Circus) che ha intenzione di produrre il loro primo EP. Trovarobato, invece, si occuperà del loro primo album, in uscita la prossima primavera. La formazione attuale, col nome di “La Maison” si cimenta in “melodie malinconiche, ritmiche indiavolate, archi struggenti e atmosfere decadenti che sfociano in ballate a volte picaresche a volte funeree, con echi da cabaret, marce e marcette”. Loro sono: Simone Brondi (guitar, accordion, drum); Alessio Brondi (voice, percussion); Andrea Filippi (accordion, trumpet); Anita Salvini (cello, clarinet); Dario Brandini (mandolin, bass, violin).

PrimatiFinito il loro live ci incamminiamo verso il Tilt. I Primati sono lì ad attenderci per un’intervista. Paolo degli Assalti Frontali e parte dei Brutopop si sono ritrovati in questa formazione, nata dalla semplice voglia di divertirsi suonando. Il loro disco “Degenerate Party” (Goodfellas Records) unisce il Rock’n’Roll col Punk e col Garage ma anche con una buona dose di Stoner. Un ritorno alle origini, al primordiale a cui il loro nome fa riferimento, una sorta di rifiuto della modernità e della “illusione” della civiltà.

 C.D.

Primati – Intervista

La seconda e la terza parte del festival sono disponibili su Cometa Rossa.




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