Flussi 2014: Suoni e Medialismo

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Clock DVAFlussi, il festival di arte elettronica e cultura digitale, ha preso il via con l’opening act del 25 e 26 agosto grazie al quale abbiamo potuto ascoltare UHVA, Avk e altri artisti nella suggestiva location del giardino della Casina del Principe. Dall’altro ieri la manifestazione è entrata nel vivo, portando prima sull’Esp stage alla Casina gruppi come Grizzly Imploded, Matar Dolores e Lionel Marchetti & Yoko Higashi e poi, in seconda serata, sull’ampia terrazza del teatro Carlo Gesualdo, MAI MAI MAI, Plapla Pinky, Sculpture e gli storici Clock DVA. Per l’occasione abbiamo intervistato Toni Cutrone (MAI MAI MAI).

Intervista a Mai Mai Mai

Il motto del festival è “Every man has inside himself a parasitic being who is acting not at all to his advantage”, citazione di W.S. Burroughs. Il tema è incentrato sul “Self(a)ware” nel tentativo di creare una riflessione sui processi che investono l’individuo in una fase in cui la tecnologia, unita alle logiche di business, riconfigura le nozioni di identità, soggetto e consapevolezza. A questo proposito il Talk di ieri, nella regia virtuale della Casina, ha visto come ospite lo storico e filosofo Gabriele Perretta, invitato dalla Microradio di Flussi per discutere di Medialismo e algoritmi del self. Stefano Perna e Marilù Parisi si sono occupati della conduzione del programma, con riflessioni sulla rapida mutazione che la rete ha apportato nel mondo dell’arte e della comunicazione. Tra le opere visionate c’è ” 80 kg. In Mortem Johann Fatzer” di Antonello Matarazzo, ispirato al Fatzer di Brecht.

Flussi Microradio: Self(a)ware# radiotalks: Medialismo e Algoritmi del Self
con Gabriele Perretta

Microradio 1La corrente del Medialismo, fondata da Gabriele Perretta, parte dal Graffitismo per arrivare ai New Media, nasce nel 1984 e inizia il suo percorso in occasione della rassegna “Città senza confine” dedicata al rapporto fra città e periferia, in una Napoli che sperimentava la sua negazione dell’idea della metropoli sulla scia del “No-NY”. In occasione della mostra collettiva nell’ottobre 1993 al Flash Art Museum di Trevi (Perugia) vengono esposti per la prima volta 35 artisti della rete provenienti da tutto il mondo.
Il Medialismo è una forma di avanguardia fortemente legata al movimento degli “anti-establishment” che si schierava contro il confinamento delle opere nelle gallerie, nei musei e nei tradizionali luoghi dell’arte. In un contesto di arte urbana pone la questione dell’autore (chi è?), spesso nascosto dietro tag e pseudonimi, oggi diventati nickname, il cui ruolo centrale viene sostituito dal fruitore (come sostiene Roland Barthes). La decostruzione dell’autorità dell’autore rende ogni persona un potenziale artista, soprattutto nell’era dei social network, in una sorta di democratizzazione ma anche di continua interconnessione tra varie arti e diversi autori. L’opera d’arte non è più autonoma ma viene presa, spostata, condivisa e continuamente mutata da chi ne fa uso. In questo senso, forse, ci troviamo nell’anno zero, una fase storica costruttiva. Il Medialismo è la nuova teoria che vuole mettere nelle mani dell’osservatore gli strumenti critici (“self awareness”) per attivarsi e per non essere fagocitati dal sistema. Se Marshall McLuhan sosteneva che “il medium è il messaggio”, oggi potremmo dire che è lo strumento ad essere performativo ma la socialità in cui si inserisce ha un valore alterato, tutto da studiare, poiché siamo in mezzo a tutti ma, contemporaneamente, più soli di prima.

Intervista a Gabriele Perretta

In serata, dopo i concerti dell’Esp Stage, sulla terrazza del Gesualdo abbiamo assistito alle performance di Shelley Parker, Nicola Ratti, B/B/S/ e Roly Porter. Oggi Flussi continua con France Jobin, Mike Cooper, Valerio Tricoli all’Eps Stage; Rashid Becker, Lumisokea e TM404 al Main Stage. Inoltre, alle otto e mezza, al Teatro Carlo Gesualdo (indoor), in collaborazione con il Festival del Cinema Laceno D’Oro, verrà presentata una grande anteprima nazionale: Demdike Stare, per la sonorizzazione live di “Haxan – la stregoneria attraverso i secoli” di Benjamin Christensen, primo horror censurato, nel 1922.

articolo e intervista a Mai Mai Mai: Claudia D’Aliasi
intervista al Prof. Gabriele Perretta: Margherita D’Andrea
fotografie e audio: Alessandro Farese



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