Dan Stuart e Antonio Gramentieri / Braschi / Guy Littell

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Dan Stuwart e Gramentieri20/05/2014 – Il concerto di Dan Stuart e Antonio Gramentieri che ieri ha incantato il Godot e i suoi avventori sembra essersi svolto “in un presente non immediatamente riconoscibile nell’attualità, come se la modernità fosse un’esperienza che principia di lontano, che, fatalmente, ha nostalgia di futuro e di passato” come dicono Luca e Bianca. “Il concerto è stato una compiuta realizzazione poetica, perché l’attesa possa diventare evento. L’azione dell’arte, la qualità della bellezza e l’emozione dell’immaginazione. Negli anni Ottanta i Green on Red suonarono ad Avellino al Cinema Partenio. Dopo trent’anni ritorna Dan Stuart, leader del gruppo, con il chitarrista dei Sacri Cuori. Al Godot si è scritta una piccola pagina di Storia, una notte che non dimenticheremo”.
Guy LittellAd aprire il concerto ci ha pensato Guy Littell, pseudonimo di Gaetano Di Sarno, accompagnato da Giuseppe Di Donna per portare sul palco “Whipping the Devil back”, il nuovo lavoro uscito a tre anni dal lodato “Later”. L’album si avvale della partecipazione del grande Steve Wynn (The Dream Syndicate, The Baseball Project, il progetto Danny & Dusty nel quale è affiancato proprio da Dan Stuart) che lo definisce un disco “fantastico e vero”. Melodie essenziali, più scarne e nude caratterizzano i nuovi undici brani, eseguiti tutti d’un fiato prima di lasciare spazio a Braschi e al suo disco “Richmond”. Nel marzo Braschi2012, il giovane  decide, con l’aiuto di Jd Foster (produttore di Calexico, Marc Ribot, Vinicio Capossela) di volare verso Richmond (Virginia) e di registrare. Alla sessione prendono parte Antonio Gramentieri, in veste di chitarrista e cooproduttore, Christian Ravaglioli, Francesco Giampaoli ed Enrico Mao Bocchini.
Poi è il turno dei due headliner che portano sul palco “The Deliverance of Marlowe Billings“, uscito per Cadiz Records / Interbang Records, e alcuni brani dei Green on Red, gruppo storico di Dan Stuart che con i Dream Syndicate, Bangles, Long Ryders ed altri animava la scena underground di Los Angeles di inizio anni ’80, aprendo la strada a quelli che come Wilco, Ryan Adams e Calexico si dedicano all’Alt-rock o a generi che scivolano tra il folk e il country riscritti in chiave contemporanea. L’ultimo disco, prodotto da Antonio Gramentieri (Sacri Cuori) e Jack Waterson (Green on Red), analizza nel dettaglio l’implosione di un matrimonio e la sua successiva fuga da un ospedale pischiatrico di NY verso un suicidio programmato a sud del confine. Fortunatamente gli dei avevano altri piani per Dan: la sua scomparsa è stata sventata dalla bellezza della vita quotidiana nel sud del Messico. Lì dove il sangue scorreva per le strade violentate dalle narco-guerre, dalla corruzione e dalla povertà, Stuart ha scoperto di essere vivo. “Dopo aver comprato una chitarra artigianale martoriata da un mariachi in pensione, è emerso con una collezione di pezzi che bilanciano la sua usuale spavalderia sarcastica e un’inedita fragilità che raggiunge soltanto chi è stato sull’orlo di un precipizio ad osservare il vuoto”. Attraversando la frontiera tra ragione e follia Dan si dedica alla scrittura di pezzi che pongono domande senza risposte, registrati tra Italia e Los Angeles insieme con i grandi amici Sacri Cuori che si sono occupati della parte strumentale dell’album dando il loro tocco di eleganza inimitabile.

Dan Stuart & Antonio Gramentieri LIVE

Intervista ad Antonio Gramentieri e Guy Littell

Guy Littell Live

Dan Stuart & Antonio Gramentieri – That's What Dreams Were Made For (Full HD)



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