Mapuche / Giuseppe Pagliarulo

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Il Circolo Bandiera Bianca di Contursi Terme (Sa) è sempre portatore di grandi emozioni: questo è successo il 18 aprile in occasione del concerto di Mapuche.

PagliaruloAd aprire il concerto c’è Giuseppe Pagliarulo, un ragazzo che non lascia nulla al caso, con tanti sogni e obiettivi da raggiungere. Giuseppe ha una chitarra e tante emozioni da trasformare in musica: amore, dolore e speranza trovano spazio nei suoi testi rendendo il nostro giovane cantautore un vero e proprio talento che non ha bisogno di troppe forzature.

Giuseppe inizia a suonare all’età di quindici anni e dopo vari progetti musicali nasce il “Progetto Pagliarulo” carico di nuove esperienze e implicazioni emotive accompagnate da una chitarra acustica e dei testi in cui parla di sé. Il disco è a buon punto, lo attendiamo con impazienza!

MapucheMapuche non si fa attendere, è pronto per arrivare alle nostre orecchie armato di chitarra e tanta consapevolezza. Enrico Lanza è il cuore pulsante di Mapuche oltre ad essere chitarra, voce e autore di tutti i brani. Il progetto musicale di Mapuche nasce nel 2008 con tre brani per poi andarsi ad arricchire nel 2011 con il primo EP ufficiale “Anima Latrina”. Nel dicembre 2011 esce “L’uomo nudo” con undici tracce in lingua italica sospese tra ironia e rabbia in cui Mapuche vuole svelarsi in altrettanti aspetti diversi di sé. Enrico Lanza è capace di ammettere a se stesso ciò che noi fingiamo di non vedere, le sue sono storie d’indignazione in cui non fa sconti neppure a se stesso.

Il concerto è pieno di sabati casalinghi. Si esternano problematiche mancanze con “Io non ho il clitoride” o dando il peggio di se stessi con “La parte peggiore di me”, dove rabbia e istinto la fanno da padrone. Questa sera non si vogliono lanciare messaggi ma c’è solo la voglia di tirar fuori ciò che si cova nell’anima.

Enrico racconta storie normali condite da particolari bizzarri come nella canzone “Al mio funerale” senza dimenticare “Quando ero morto” oppure “Fatimah” e “Fogna”. Essere testimoni del proprio tempo, cinici, lucidi e sarcastici è un imperativo etico per Mapuche. La rabbia, l’insoddisfazione e una sottile ironia si scagliano verso il mondo che ci circonda e soprattutto verso noi stessi, perché se è vero che Mapuche “fa schifo al cazzo” è anche vero che noi non siamo, di certo, migliori di lui.

“Al mio funerale/tornerà il bel tempo/germoglieranno i fiori/gli uccelli canteranno/e si sentenzierà/considerato l’andazzo/oggi era il giorno giusto/per togliermi dal cazzo.”

Adriana Nigro

Pagliarulo – Intervista

Mapuche – Intervista

 

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Quest’opera di Radio Cometa Rossa è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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