NAPALM DEATH, IL MALE NECESSARIO

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Live report: Orion (Ciampino, 19 febbraio 2014)
Di Paolo Spagnuolo.

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The kill e You suffer sono due brani inclusi nel primo seminale LP dei Napalm DeathScum – licenziato dalla Earache Records nel giungo del 1987.

The kill e You suffer sono anche due brani che uso normalmente come suoneria del mio smartphone. Giusto per essere sicuro di sentirlo squillare.
Il citato Scum, per dare un’idea, può essere considerato il Never mind the bollocks della musica c.d. grind(core).
Scum, acquistato 2-3 anni dopo la sua pubblicazione, è senz’altro tra i miei vinili quello a cui sono più affezionato. Fosse per me lo metterei in una bella teca crisoelefantina. Aggiungo: erano oltre venti anni che attendevo l’opportunità per vedere il gruppo di Birmingham dal vivo. Mi fermo qui.
A questo punto mi chiedo: è giusto scrivere un report su questo concerto? Probabilmente no. Ho comunque promesso alla Cometa che avrei scritto qualcosa in merito questo live. Proverò a restare pacato ed obiettivo.
La presenza di pubblico all’Orion è buona, anche se non c’è il tutto esaurito. Verso le ore 22 i quatto di Birmingham salgono sul palco e, per far capire subito chi comanda, eseguono la vecchia Multinational corporations Pt.2 e Silence is deafening tratta da The Code Is Red… Long Live the Code (2005). I suoni fuori sono brutali e il pubblico non si lascia pregare; ma in fondo perché dovrebbe starsene fermo mentre dei musicisti con oltre venticinque anni di carriera alle spalle non si risparmiano e suonano brani come Suffer the children? Una rumorosa chirurgia grindcore inizia a tagliuzzare i timpani e i nervi uditivi degli ascoltatori. Va comunque sottolineato che i N.D. non si dedicano a suoni estremi fini a se stessi, ma incanalano le loro (e nostre) frustrazioni attraverso testi dalle tematiche politico-sociali ed ecologiste molto interessanti e mai banali. Preventivamente avevo deciso di dedicare i primi venti minuti alle foto e ai video per il report per poi provare a difendere la mia incolumità fisica facendomi spazio nelle prime file. Così è stato. Irrorato dagli schizzi di sudore di Barney – il cantante – ho avuto la possibilità di procurarmi qualche ematoma durante una sequenza di classici senza soluzione di continuità: Scum-Life-Deceiver-The Kill-You suffer (si, anche le mie due suonerie!). Le cose iniziano a mettersi “male” quando i N.D. chiudono il concerto con la loro versione dell’anti-fascista Nazi punk fuck-off (l’ormai immancabile cover dei Dead Kennedys) e un’incredibile versione di Siege of p

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Sono vivo.
Da qualche parte ho letto che i N.D. sono considerati, nei loro live, come i Motorhead del grind. Posso confermare. Di seguito troverete qualche video e delle foto, tra cui la scaletta originale (l’ultima canzone è Siege of power).
Quasi dimenticavo. Ad aprire questo concerto laziale sono stati invitati i grinders nostrani Buffalo Grillz, una band che ha recepito alla perfezione – in versione più scanzonata – la lezione del lato B di Scum. Mentre subito dopo l’esibizione dei N.D. hanno suonato gli statunitensi Hatebreed, band di metal-core di lunga militanza che a me hanno ricordato molto da vicino gli storici Sick of It All. Ma direi che questi sono solo dettagli.
Ringrazio Luigi Borriello per avermi inviato la foto della scaletta originale.

httpv://youtu.be/Sxi9bbOZevk

httpv://youtu.be/8SqfQIPzO9U

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Quest’opera di Radio Cometa Rossa è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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