Le Mostre de “la bella estate”

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11 LuglioI volti di Ming

Ming“Lavora con lentezza”, un quadro per volta, perché l’opera ha bisogno di sedimentare, di rispondere a quell’empatia necessaria all’evoluzione che porta al risultato finale, un risultato non sempre controllabile, proprio per la sua laboriosità. Più l’opera si ispessisce più diventa tridimensionale e viva, per questo Ming non si accontenta di uno o due strati di colore. Non è convenzionale neanche nella scelta dei materiali – vernici industriali ad acqua, smalti, inchiostro di china e carboncini – che si stendono e si amalgamano su quei volti enigmatici, sulle zoommate improvvise. Opere i cui “graffi” sono messi in risalto dall’illuminazione particolare della mostra che ci permette di notare i dettagli ed apprezzare ancora di più i riflessi del nero deciso della mica, contro cui risaltano sguardi intensi, che ti scavano dentro. In alcuni punti ai margini la tela è ancora visibile, in “quel non finito che finisce l’opera”. La circolarità della tholos in cui è collocata la mostra di Fabio Mingarelli per la rassegna de La bella estate ci fa proseguire in due versi opposti e arriviamo all’ultimo quadro senza accorgercene, con il desiderio di vederne ancora altri.

 

Ming 1Ming 2Ming 3

 

 

 

 

 

 

 

 

05 Luglio Il Mondo Matto di Atak

AtakLe coloratissime tavole di Georg Barber (in arte Atak) ci spingono nella tana del bianconiglio lasciandoci cadere in una realtà “alterata” in cui tutto è alla rovescia: la lepre insegue il cacciatore e il leone tiene in gabbia il domatore…
Le favole diventano il campanello d’allarme di cambiamenti epocali e scoperte scientifiche, proprio come il Mago Sabbiolino di Hoffman influenzò le riflessioni psicoanalitiche di Freud sul perturbante. Infatti i riferimenti favolistici di Atak non sono sognanti ma, appunto, perturbanti in quanto destabilizzano il fruitore. La pop-art americana e il fumetto si incontrano su un substrato fatto di influenze che derivano dalle illustrazioni che di sicuro accompagnavano i libri scolastici su cui Atak studiava da bambino, nella Frankfurt sull’Oder.
Le voci di Luca Caserta, direttore artistico della rassegna, e quella della professoressa germanista Sementa ci introducono nel mondo di uno dei maggiori esponenti della scena artistica berlinese contemporanea.

 

 

 

Le mostre della Bella Estate



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